Buongiorno amanti della scrittura,
leggendo il titolo di questo articolo qualcuno di voi potrà pensare che sono impazzita, perché di fatto si presuppone che per tirare l’acqua al mio mulino debba spronare gli autori a scegliere il Self-publishing, ma dato che la mia mission non è quella di far cassa bensì di essere utile (per davvero) agli scrittori, ecco che oggi andrò a mettere nero su bianco per voi quelle che sono le motivazioni sbagliate per scegliere questo percorso editoriale.

tranquilli... mi limiterò a 5 motivazioni 😅
- IL GUADAGNO
Ormai è risaputo che con il Self-Publishing gli autori guadagnano di più. Le Royalties sono più alte rispetto a quelle corrisposte dalle Case editrici (e di molto anche), ma avere Royalties più alte non significa per forza di cose incassare molto. Come ho spiegato già in alcuni webinar gratuiti che ho avuto modo di tenere (quando avevo più tempo a disposizione 😅) sono moltissimi i fattori che influiscono nell’andamento delle vendite di un libro. E se siete alla vostra prima pubblicazione e nessuno vi conosce, non è detto che riusciate a farvi strada nel mercato. Potrebbero volerci più pubblicazioni per costruire una fedele community di lettori. Sicuramente curarne la promozione in un determinato modo, piuttosto che lasciar fare al caso, aiuta, ma resta il fatto che i soldi non devono essere la motivazione che vi spinge a condividere la vostra storia con i lettori. Perché potrebbero non arrivarne.
- LA FRETTA
Le Case editrici, si sa, hanno tempi di risposta molto lunghi, e questi tempi spesso si dilatano anche dopo la firma del contratto per arrivare alla pubblicazione vera e propria. Tuttavia, scegliere il Self-Publishing solo per non dover attendere tempi biblici non equivale a compiere la scelta migliore per voi.
Anche nell’auto-pubblicazione ci sono delle tempistiche da rispettare e pubblicare un lavoro non curato solo per assecondare l’impazienza equivale a gettare tutto nella spazzatura.
- INFLUENZE ESTERNE
Per influenze esterne non mi riferisco solo a chi cerca di convincervi a buttarvi in questa strada (ricordate che la scelta deve essere vostra!), ma mi riferisco soprattutto al confronto con altri autori che grazie al Self-Publishing hanno ottenuto buoni risultati. Tenete bene a mente che non siamo tutti uguali e che non possiamo sapere che tipo di strategia di marketing si celi dietro a un bestseller (l’autore in questione potrebbe anche essersi ipotecato la casa investendo migliaia di euro in advertising), inoltre non tutti i generi vendono allo stesso modo.
- IL LAVORO FACILE
Credetemi, ne ho visti tanti di autori tuffarsi nel Self-Publishing convinti di dover fare poco o niente (tanto basta caricare un file, no?🤦♀️) e poi andare in crisi davanti alla montagna di cose da fare.
Nel Self-Publishing non c’è niente di facile!
- L’UNICA OPZIONE
Lo sappiamo bene che tanti lettori credono che il Self-Publishing sia l’ultima spiaggia per gli autori scartati dalle Case editrici, ma se noi per primi ci buttiamo nell’auto-pubblicazione pensando che “tanto una casa editrice non mi pubblicherebbe mai”, non solo stiamo avvalorando il pensiero molto sbagliato dell’opzione di serie B, ma stiamo anche sottovalutando il nostro lavoro, quando invece dovremmo essere i primi a crederci con tutto il cuore (senza esagerare, mi raccomando, a nessuno piace chi si mette sul piedistallo da solo).
quindi, in definitiva...
Fate attenzione alle motivazioni che vi spingono a optare per il Self-Publishing, perché se sono quelle sbagliate colerete a picco!
E soprattutto, prima di dire “Ho deciso, mi auto pubblico!”, informatevi bene 😘
Come sempre, mia auguro che questo breve articolo vi abbia fatto riflettere 🖤
